febbraio 24, 2008

LA COLOMBIA CONTRO I CRIMINI DI STATO


La manifestazione del 6 marzo contro le vittime del terrorismo di stato promossa dal MOVICE sta vedendo l'adesione delle più importanti personalità ed associazioni latinoamericane e mondiali, si moltiplicano gli appelli a favore della partecipazione alla marcia e tra questi segnalo l'appello della Commissione Etica per la Verità nei Crimini di Lesa Umanità.

Mentre dunque da tutto il mondo arriva la solidarietà al movimento delle vittime del terrorismo di stato, dalla Colombia risuonano pesanti le dichiarazioni di José Obdulio Gaviria, membro del governo e stretto collaboratore del presidente Uribe, il quale ha affermato che la manifestazione del 6 marzo è stata convocata a favore delle FARC e nega l'esistenza di crimini di stato in Colombia...
riporto di seguito il comunicato della stessa commissione:

“Invitiamo l'umanita ad avvicinarsi a conoscere, ad essere sensibile davanti a queste vittime che sono state quasi sistematicamente ripudiate, isolate, zittite, alle quali è stata tolta la possibilità di essere riconosciute socialmente”
ed i firmatari

Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel de Paz
Movimiento de Trabajadores Rurales de Brasil, MST
Mirta Baravalle, Madres de la Plaza de Mayo-Línea Fundadora- Argentina
Francois Houtart, Centre Tricontinental, Bélgica
Enrique Nuñez, Comisión Etica contra la Tortura-Chile
Asociación Comunitaria Universitaria Santo Tomás de Aquino, Madrid-España
Rainer Huhle, Centro de Derechos Humanos de Nürenberg, Alemania
Liz Deligio, School of the Americas Watch, SOAW, USA
Charity Ryerson, School of the Americas Watch, SOAW, USA
Miguel Alvarez, Verapaz, Comisión de Paz de México
Carlos Fazio, profesor universitario UNAM, escritor
Gilberto López y Rivas, Profesor Universitario UNAM
Libertad Sánchez, Asociación por la Recuperación de la memoria histórica de Mérida, España Coalición de los Pobres, USA

2 commenti:

AnnalisaM. ha detto...

ciao Roberto, ti ho citato l'articolo. Un abrazo

Roberto ha detto...

grazie annalisa,è importante sottolineare la marcia del 6 considerando il silenzio mediatico che circonda la manifestazione