maggio 12, 2008

10 AGOSTO, SAN LORENZO

Dopo il referendum voluto dall'oligarchia boliviana, una consultazione ad personam, voluta, organizzata e VOTATA da chi immagina di trarre vantaggio da una secessione mascherata da autonomia regionale, in Bolivia si avvicina la resa dei conti, la fine di questo assurdo scontro.
Oggi Evo Morales ha firmato il referendum revocatorio per ratificare o revocare le cariche di Presidente della Repubblica, del suo Vice e degli otto Prefetti dipartimentali, il 10 Agosto. dopo aver promulgato lo scorso febbraio le leggi 3835, la 3836 e la 3837, come si può leggere qui, in merito al referendum che avrebbe sancito la definitiva approvazione della nuova Costituzione, referendum poi sospeso dalla CNE, finalmente il popolo boliviano può porre la parola fine su una vergognosa lotta al potere che sta paralizzando la nazione. i prefetti ribelli hanno già annunciato a chiare lettere di non avere alcuna intenzione di riallacciare un improbabile dialogo mentre, dall'altra parte, Evo spera ancora in una risoluzione definitiva e consensuale, arrivando ad individuare quel punto di equilibrio che permetterebbe al paese di risollevarsi.
Il vero sconfitto di questa incredibile vicenda è infatti il martoriato popolo boliviano che prima si vede imporre un incostituzionale referendum padronale, poi si sente nuovamente chiamato ad esprimersi in merito alle alte sfere del potere.
Johon Holloway, con il suo saggio "Cambiare il mondo senza prendere il potere", forse ha descritto l'unica alternativa boliviana all'oscuro disegno dell'opposizione fascista del paese andino. se prima avevo un atteggiamento critico verso queste teorie, così come ogni forma di "anarchia", di autogestione o come la si vuol chiamare, oggi gli sono sempre più vicino

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