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luglio 03, 2008

LIBERTA'! LIBERTA'!


Ingrid è libera. questa notizia sembrava ormai impossibile da dare, invece nella notte italiana di ieri le agenzie hanno battuto le prime indiscrezioni in merito alla presunta liberazione. L'angoscia per un'ennesima notizia senza fondamento ha lasciato il posto a gioia e commozione quando TeleSur ha mostrato l'arrivo dell'aereo a Bogotà e, dal portellone che lentamente si apriva, è uscita una donna straordinaria.
Ingrid è libera, ha potuto stringere a se la madre e parlare con i figli.
L'auspicio ora è che tutto ciò non si interrompa a che anzi il ministro colombiano della difesa Juan Manuel Santos possa iniziare un intenso lavoro di DIALOGO con le FARC col fine di liberare le altre centinaia di persone che ancora si trovano in prigionia, non importa se essi siano importanti personaggi, semplici soldati, contadini colombiani o mercenari statunitensi. certo auspicare che Uribe ed il suo ministro sotterrino l'ascia di guerra forse è utopico, considerando soprattutto della forza che in questo momento hanno acquisito davanti al mondo intero. c'è inoltre da auspicare che la Colombia torni a dialogare con i vicini dell'Ecuador e del Venezuela, paesi pienamente coinvolti nel conflitto, in modo da poter seriamente formare un corpo unico contro il terrorismo.
Questo dovrebbe comportare in primo luogo il ritiro dell'esercito, soprattutto di quei mercenari e paramilitari che dettano legge e spargono terrore e che dall'esercito sono "tutelati", ed in secondo luogo si dovrebbe tornare a parlare con la gente, a sentire le loro necessità per ricostruire dal basso una pace che ad oggi appare quanto mai lontana.

Se le FARC si sono incredibilmente indebolite la conseguenza più logica sarebbe deporre le armi ed arrendersi alla pace.

maggio 13, 2008

LIBRE COMO EL VIENTO

maggio 12, 2008

10 AGOSTO, SAN LORENZO

Dopo il referendum voluto dall'oligarchia boliviana, una consultazione ad personam, voluta, organizzata e VOTATA da chi immagina di trarre vantaggio da una secessione mascherata da autonomia regionale, in Bolivia si avvicina la resa dei conti, la fine di questo assurdo scontro.
Oggi Evo Morales ha firmato il referendum revocatorio per ratificare o revocare le cariche di Presidente della Repubblica, del suo Vice e degli otto Prefetti dipartimentali, il 10 Agosto. dopo aver promulgato lo scorso febbraio le leggi 3835, la 3836 e la 3837, come si può leggere qui, in merito al referendum che avrebbe sancito la definitiva approvazione della nuova Costituzione, referendum poi sospeso dalla CNE, finalmente il popolo boliviano può porre la parola fine su una vergognosa lotta al potere che sta paralizzando la nazione. i prefetti ribelli hanno già annunciato a chiare lettere di non avere alcuna intenzione di riallacciare un improbabile dialogo mentre, dall'altra parte, Evo spera ancora in una risoluzione definitiva e consensuale, arrivando ad individuare quel punto di equilibrio che permetterebbe al paese di risollevarsi.
Il vero sconfitto di questa incredibile vicenda è infatti il martoriato popolo boliviano che prima si vede imporre un incostituzionale referendum padronale, poi si sente nuovamente chiamato ad esprimersi in merito alle alte sfere del potere.
Johon Holloway, con il suo saggio "Cambiare il mondo senza prendere il potere", forse ha descritto l'unica alternativa boliviana all'oscuro disegno dell'opposizione fascista del paese andino. se prima avevo un atteggiamento critico verso queste teorie, così come ogni forma di "anarchia", di autogestione o come la si vuol chiamare, oggi gli sono sempre più vicino

maggio 05, 2008

C'E' CHI DICE..SI



L'illegale referendum separatista si è svolto nella giornata di ieri tra brogli, violenze, scontri e purtroppo morti. le province orientali sono state al centro di lotte fratricide, un conflitto che ha visto scontrarsi boliviani contro boliviani e che potrebbe preannunciare una drammatica guerra civile.
Ovviamente dopo ogni manifestazione elettorale si fa a gara per proclamarsi vincitori, è raro che esistano vinti, o meglio è raro che i vinti riconoscano la sconfitta, e a questa semplice regola che domina le democrazie più deboli (Italia in testa, vedi i brogli invocati da Silvio) Branco Marinkovic non si sottrae, infiammando la folla accorsa a Santa Cruz con un discorso tanto trionfalistico quanto vuoto.
La realtà dei numeri parla chiaro, se il SI risulta vincente con l'80% dei voti allo stesso tempo c'è da registrare l'alto astensionismo. circa il 40% degli aventi diritto non si è recato alle urne e, se confrontiamo questi numeri con i dati recenti circa l'astensionismo cruceno (19%), si nota una percentuale raddoppiata. ovviamente non è detto che chi si è astenuto avrebbe votato NO, ma sicuramente la vittoria trionfale, per dirla alla Marinkovic, si sarebbe drasticamente abbassata sfiorando il 50%.
Nella logica di vincitori e vinti il referendum esula da qualsiasi considerazione, in questo caso è la Bolivia che perde

aprile 24, 2008

SERVE UNA FIRMA

Adolfo Pérez Esquivel (Argentina), Rigoberta Menchú (Guatemala), Noam Chomsky (EEUU), Oscar Niemeyer (Brasil), Eduardo Galeano (Uruguay) ed altre decine di personalità intellettuali, di organizzazioni per i diritti umani, dicollettivi di base e noi tutti che vogliamo veder realizzato il processo di cambio che tra mille difficoltà sta portando avanti Evo, stanno firmando l'appello di denuncia della cospirazione in atto in Bolivia.

Con una semplice firma possiamo a camminare al fianco dei nostri fratelli boliviani e possiamo combattere l'arroganza ed il fascismo dell'oligarchia boliviana.

aprile 21, 2008

FERNANDO LUGO E LA NUOVA VITA DEL PARAGUAY


Fernando Lugo è il nuovo presidente del Paraguay, la nazione che assieme alla Bolivia detiene il triste primato di paese più povero dell'intero Sud America.
La schiacciante vittoria dell'Alianza Patriótica para el Cambio (APC), ben dieci punti in più rispetto al candidato del vetusto Partito Colorado, segna l'ennesimo trionfo della sinistra latino americana, il continente desaparecido è ricomparso e sta ruggendo tutta la sua rabbia verso un oligarchia infame. il partito Colorado ha infatti guidato il Paraguay negli ultimi sessanta anni trascinandolo in una spaventosa crisi economica e sociale, essendo stato responsabile di 35 lunghi anni di dittatura guidata da Alfredo Strossner, suo padre-padrone.
Mi piace pensare alla vittoria di Lugo come alla vittoria di tutti coloro che hanno lottato per un altro mondo possibile e lo hanno fatto non predicando da un pulpito, o come si farebbe da queste parti dal predellino di un'Audi, ma direttamente nella strada, povero tra i poveri, umile con gli umili e duro con i padroni. Fernando Lugo è un vescovo, o meglio lo era prima della sospensione a divinis imposta dall'allora cardinale Ratzinger, appartenente alla Teologia della Liberazione, fratello di decine di sacerdoti morti amazzati da chi vedeva in loro pericolosi sovversivi comunisti e abbandonati dal Vaticano, così come è stato abbandonato un altro grande uomo che ha affidato la sua vita ai poveri, ai deboli, Oscar Romero.

aprile 19, 2008

CONDANNIAMO LA VIOLENZA


La Federazione Internazionale per i Diritti umani, FIDH, torna ad occuparsi della Bolivia e lo fa condannando la violenza dei latifondisti della provincia Cordillerana di Santa Cruz, di cui già si è parlato, in opposizione al processo di redistribuzione delle terre voluto dalla legge 1715 di riforma agraria. questa norma non è stata introdotta dal terribile comunista Evo Morales, ma risale al 18 ottobre 1996, quasi dieci anni prima che "el indio de mierda" fosse eletto alla presidenza della Repubblica, ai tempi del presidente ultra-liberista Gonzalo Sanchez de Lozada.
La FIDH condanna l'imboscata ordita dai proprietari terrieri ed eseguita dal loro braccio armato, l'Union Juvenil Cricenista (la Forza Nuova boliviana) il 13 aprile scorso ai danni delle autorità del governo, dei membri dell'INRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria) e dei dirigenti Guaranì nel momento in cui questa commissione si stava recando nella zona dell'Alto Parapetì.

"La FIDH reitera la sua preoccupazione davanti al razzismo onnipresente in Bolivia che si riflette tanto nei recenti avvenimenti del Parapetì come nel progetto di statuto autonomo del dipartimento di Santa Cruz".

aprile 18, 2008

L'ECUADOR SIA L'ESEMPIO DA SEGUIRE


Rafael Correa.
Ai più questo nome non dice nulla, può essere il nome di una innevata cima andina o di una trafficata arteria metropolitana. il compagno Correa dal 26 novembre 2006 è presidente dell'Ecuador, una nazione troppo spesso dimenticata, e chi scrive per primo si batte il petto in un mea culpa.
Ormai per essere notati dai media mainstream si deve apparire, non più essere, così attira la curiosità della cronaca l'indio Evo Morales, il "funambolico" Hugo Chàvez ed il fascista Uribe. in Ecuador si stanno invece portando avanti importanti riforme, sia economiche che sociali, atte a stravolgere radicalmente il vecchio sistema neocoloniale per impiantare i pilastri fondamentali del tanto temuto Socialismo del XXI secolo, libertà, uguaglianza e fratellanza.
Il presidente Correa sta tirando fuori dal medio evo andino il suo paese e lo sta facendo adottando importanti e coraggiose misure, ultima delle quali l'annuncio di “riprendere tutte le concessioni affidate illegalmente, che non hanno prodotto nessun investimento nel paese e che anzi vengono usate per speculare”, in poche parole sottrarre alle multinazionali estere lo sfruttamento delle risorse minerarie ecuadoriane.
Oltre ad adottare importanti misure interne, Correa sta facendo sentire la sua voce anche nell'ormai tristemente noto conflitto Uribe-FARC, condannando le continue violazioni che le forze armate colombiane, ufficiali o no, compiono in territorio ecuadoreño ed allo stesso tempo ammonendo le stesse FARC di non rendersi più protagoniste di incursioni nel paese.
¡Adelante Presidente!

aprile 17, 2008

LA TRAGEDIA DEL PARAPETÌ


Si sta velocemente avvicinando il 4 maggio, giorno dell’illegale referendum proclamato dalle province della “mezza luna”, e di pari passo sta aumentando la spirale di arroganza e violenza da parte dei grandi proprietari terrieri, che dell’intera vicenda sono i veri protagonisti.
Così come in Argentina, anche in Bolivia l’aristocrazia agraria, i padroni del latifondo si oppongono strenuamente all’ondata riformista, in questo caso alla proclamazione della nuova Carta Magna che intacca i loro interessi dimezzando la massima estensione possibile del latifondo.
Come riporta Anticap nel suo blog la comunità indigena Guarnì, la terza per importanza dopo gli Aymara ed i Quechua, nella provincia di Parapetì si trova ad essere sottoposta a condizioni di lavoro che rasentano, per usare un eufemismo, la schiavitù. I rappresentanti della comunità stanno in questi giorni soffrendo rapimenti e torture da parte dei loro “padroni”, alcuni dei quali Yankee, perché protestano chiedendo condizioni di lavoro migliori. Tra loro 33 sono stati feriti e ben 11 sono desaparecidos, scomparsi.
Oltre a sottoporre a condizioni disumane i lavoratori delle proprie terre senza riconoscere loro alcun diritto, i terratenientes rifiutano ogni intromissione da parte di quei pochi e coraggiosi giornalisti che intendono documentare quanto accade. così due reporter, accompagnati da un avvocato della comunità guaranì, sono stati rapiti e tenuti in prigionia per quattro giorni subendo continue torture.

La manifestazione che si terrà il prossimo martedì a La Paz ha così un grande ruolo, quello di dimostrare a Marinkovic e soci che la Bolivia non si piega più.

LA BOLIVIA VIVA




¡No lo permitamos!
¡Bolivia, el camino es octubre!
¡Fuera latifundistas de Alto Parapetí!
¡Solidaridad con el pueblo Guaraní!
¡Por una verdadera nacionalización de los hidrocarburos!
¡El Gas para los bolivianos!
¡Fuera transnacionales de Bolivia!
¡Abajo los reaccionarios estatutos autonómicos!
¡Abajo los empresarios, terratenientes y transnacionales!


La Bolivia alza il suo grido, il grido di libertà, di legalità, di cambio nel nome di Evo e delle giornate rivoluzionarie dell'ottobre 2003. in questi mesi drammatici per il popolo boliviano è importante far sentire il nostro appoggio





aprile 04, 2008

L'ULTIMA SPERANZA

Nicolás Sarkozy avrebbe accettato l'invito rivoltogli da Hugo Chàvez a recarsi assieme nella selva di Caguàn col fine di accelerare le trattative ed eventualmente riconsegnare Ingrid Betancourt alla vita.
La Francia ha sempre dimostrato una sensibilità particolare verso la tragedia di Ingrid ed il presidente Sarkozy più volte ha incontrato rappresentanti del governo colombiano per favorire le trattative con le FARC, trattative purtroppo naufragate sul nascere. va dato atto al presidente francese di aver tenuto aperto ogni spiraglio che porti alla liberazione della Betancourt senza alcuna preclusione dettata da logiche di partito, scostandosi così dalla vergognosa linea tenuta da Uribe.
Sarkozy è stato spinto ad accettare l'offerta di Chàvez dalla sorella della franco-colombiana, Astrid Betancourt che, in una conferenza, ha esortato il presidente francese e lo stesso Uribe affinché "riprendano il cammino della negoziazione con la mediazione di Chàvez, l'unico ad avere i contatti per riaprire il dialogo".
Ingrid, ti aspettiamo

aprile 03, 2008

GIORNI LUNGHI, TRA IERI E DOMANI


Nonostante i ripetuti appelli alla liberazione, di Ingrid Betancourt ancora non si hanno notizie certe, notizie che possano rassicurare i suoi figli e l'intera comunità internazionale. il governo colombiano negli ultimi giorni ha mostrato segnali di apertura, forieri, secondo il marito di Ingrid, di brutte notizie, ma dalle ultime dichiarazioni dei guerriglieri delle FARC non sembrano esserci molte speranze.
Rodrigo Granda, "cancelliere" delle FARC, in un testo diramato in questi giorni, ha affermato che la liberazione di ostaggi avverrà solo in seguito ad uno scambio di prigionieri, le FARC non sono più disposte ad azioni unilaterali come le recenti liberazioni. "No es admisible que nos pidan más gestos de paz, cuando después de tantas muestras fehacientes de nuestra voluntad política por encontrar salidas al conflicto, se nos responde con infamias y maleficencia" e qui fa riferimento alle continue stragi che i paramilitari continuano a perpetrare ed agli attacchi indiscriminati dell'esercito regolare (come se una distinzione avesse senso) che spesso si protraggono oltre il territorio colombiano, vedi lo "sconfinamento" in Equador.
Le FARC non hanno più alcun tipo di giustificazione per il loro atteggiamento di chiusura completa ma allo stesso tempo il governo colombiano, oltre a chiedere aiuto a Sarkozy, potrebbe mostrarsi disposto a fare quel passo avanti che porterebbe alla liberazione non solo di Ingrid ma delle centinaia di ostaggi che ancora sono dispersi.

Sono giorni lunghi quelli che sta vivendo la Betancourt, quelli che stanno vivendo i suoi cari e quelli vissuti da tutti noi, tra ieri e un domani quanto mai lontano.

marzo 26, 2008

24 MARZO 1976

Trentadue anni fa con un colpo di stato la giunta militare guidata da Videla e Massera prende il potere in Argentina. le circostanze che hanno portato al golpe non sono state drammatiche come nel '73 in Cile, non ci fu la cruenta manifestazione di selvaggia brutalità che si ebbe tre anni prima e che portò al suicidio del mai dimenticato presidente Salvador Allende, ma la repressione non tardò ad arrivare.

Dal 24 Marzo del 1976 si apre la pagina più nera della già troppo funesta storia Argentina.
Questo triste anniversario cade in coincidenza con uno dei più efferati massacri che la storia italiana abbia mai conosciuto, l'eccidio delle Fosse Ardeatine.

In ricordo dei 30.000 desaparecidos e dei 335 innocenti, che trovarono la morte in una cava di tufo appena fuori le mura di Roma, in un triste giorno di Marzo

marzo 14, 2008

SERPICO TORNA IN ARGENTINA


Ricardo Cavallo, nome di battaglia Serpico, dovrà essere giudicato in Argentina.
Il repressore (che come dimostra la foto già vede il mondo a scacchi), uno dei responsabili delle torture e delle morti che hanno resto tristemente celebre la ESMA, già sotto processo in Spanga dove il giudice Baltasar Garzòn lo ha accusato di genocidio, torture e terrorismo per 227 desaparicion e 110 sequestri, verrà finalmente estradato in Argentina. la Audiencia Nacional, massima istanza penale spagnola, ha motivato la decisione con l'"assoluta priorità" del paese dove si sono commessi i fatti di poter giudicare l'imputato.
Finora Serpico aveva goduto in patria delle vergognose leggi dell'Obedienza Dovuta e del Punto Final ma, con la sacrosanta eliminazione di queste due ferite nella memoria dei 30.000 ragazzi e ragazze desaparecidos, potrà finalmente essere sottoposto a giudizio in Argentina.
In queste settimane la repubblica albiceleste sta assistendo alla vorticosa evoluzione di due processi paralleli che porteranno alla definitiva condanna delle pagine più nere della travagliata storia argentina, il Massacro di Trelew e la Guerra Sucia.
Proprio in merito al processo di Trelew oggi si registra un ulteriore sviluppo. Ezequiel Martínez, uno dei funzionari della giunta militare negli anni della dittatura di Lanusse, si è presentato spontaneamente al giudice Hugo Sastre. le sue responsabilità saranno definite da Sastre ma la sua consegna spontanea deriva direttamente dalla coscienza dell'ex militare, evidentemente non del tutto limpia

marzo 10, 2008

LA VENDETTA DELLA PATAGONIA


La Patagonia ha visto scorrere sulle proprie aride distese, tra i cespugli di mata negra e gli infiniti recinti, il sangue innocente di numerose generazioni di rivoluzionari, di sognatori, di anarchici e di indios. il vento ha portato via il ricordo dei nomi delle donne e degli uomini caduti nel mondo alla fine del mondo e la giustizia ha contribuito a cancellare ogni traccia di un passato di cui vergognarsi.
Se la mattanza degli antichi popoli indigeni e le stragi degli anni '20 sono state macchiate dall'onta dell'impunità, il massacro di Trelew, di cui diffusamente ci siamo occupati precedentemente, si sta trasformando in un pericoloso precedente per i criminali che nelle lande del sud più estremo hanno saziato la loro sete di sangue e violenza.
Finora alla morte si è risposto con la morte, con la vendetta, con le bombe. quei tempi sono finiti, hanno finalmente lasciato il passo alla giustizia, alla democrazia, e se all'inizio del secolo scorso Kurt Wilckens era el Vengador dei morti di Santa Cruz, all'inizio di questo secolo il giudice Hugo Sastre sta permettendo ai sedici ragazzi uccisi nella caserma Almirante Zar di riacquistare la dignità di una vita barbaramente strappatagli.
Il giudice ha ottenuto la carcerazione preventiva degli ex ufficiali dell'armata Luis Emilio Sosa, Emilio Jorge Del Real, Carlos Amadeo Marandino, Rubén Norberto Paccagnini e Horacio Alberto Mayorga perchè, come si legge su Pagina/12, "sono i probabili autori materiali e penalmente responsabili del delitto di privazione illegittima della libertà e di omicidio premeditato".

La Patagonia si sta vendicando del sangue che ha sentito scorrere sulla sua faccia, schiaffeggiandola.

marzo 01, 2008

QUANTO PUO' CROLLARE LA DIGNITA' DI UN UOMO


Dopo la liberazione dei 4 ostaggi da parte della guerriglia grazie all'opera di mediazione attuata da Chavez e da Piedad Cordoba, il presidente della Colombia ha ritenuto opportuno non rilasciare alcuna dichiarazione in proposito, el gobierno no tiene opinione sobre eso....
Come può Uribe tacere? come può dire di non avere alcuna opinione circa l'operazione di rilascio dei suoi connazionali? dove sta la dignità di quest'uomo?
Nonostante il suo defilarsi completamente dalla vicenda, il mandatario chiede a gran voce che vengano liberati tutti i detenuti, in particolare i prigionieri infermi, e qui il riferimento alla Betancourt è chiaro. sono sicuro che dopo il suo dictat le FARC libereranno subito la franco-colombiana e le altre centinaia di sequestrati.. Uribe non ha più credibilità, non ha più diritto ad intervenire nella drammatica vicenda.
Il suo ritrarsi da qualsiasi responsabilità è imbarazzante, delega indirettamente la trattativa ad altri, Chàvez e la Cordoba, per poi criticarli nel caso in cui le operazioni non si verifichino, come nella nota vicenda del ritrovamento di Emanuel, ed è ben felice che governi "amici", come quello francese, si interessino direttamente. ha infatti accolto a braccia aperte la proposta di Sarkosy di recarsi nella selva colombiana e concludere direttamente la liberazione di Ingrid.
Uribe, che uomo misero!

febbraio 28, 2008

VOLVER A VIVIR


Dopo la liberazione di Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem al centro dei pensieri di tutti c'è Ingrid Betancourt.

L'allarme circa le sue disperate condizioni fisiche arriva dalle parole dell'ex senatore Pèrez che afferma di aver visto Ingrid, seppur per pochi minuti, il 4 febbraio, in uno stato di totale "esaurimento fisico". la sorte dell'ex candidata alla presidenza colombiana appare incerta. secondo i quattro ostaggi rilasciati le operazioni per la sua liberazione devono essere condotte nella maniera più rapida possibile, dello stesso tenore sono le dichiarazioni del presidente Chàvez che, rivolgendosi direttamente al capo delle FARC Marulanda, gli chiede che alla Betancourt venga riservato un trattamento più umano.
A questo punto appare chiaro come le trattative con le FARC vengano completamente ignorate dal governo colombiano, lo stesso presidente Uribe non ha concesso più di cinque minuti alle dichiarazioni in merito alle vicende della liberazione di ieri.

Piedad Cordoba e Chàvez appaiono essere gli unici referenti delle vittime dei sequestri ma all'opinione pubblica non sono altro se non un pericolo per la democrazia. invece di continuare in questa mistificazione gli organi di comunicazione internazionale, a cominciare da Reporter Sans Frontieres, premano sul governo colombiano affinchè la liberazione di Ingrid Betancourt, così come di tutti i prigionieri in mano alle FARC, possa realizzarsi nel più breve tempo possibile, così come invoca anche il presidente francese Sarkozy

febbraio 27, 2008

COLOMBIA, LIBERATI 4 OSTAGGI


Lo ha annunciato la Croce Rossa Internazionale.
La notizia viene confermata dal governo venezuelano il quale assicura che i prigionieri liberati, gli ex congressisti colombiani Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem, godono di buona salute e presto verranno trasportati a Caracas con gli elicotteri della Croce Rossa

febbraio 09, 2008

LIBERTANGO



Rivoluzionari, ribelli e sognatori. questo erano i sedici ragazzi che nel 1972 trovarono la morte in Patagonia, in quello che sarà ricordato come il massacro di Trelew. per gli ufficiali di marina Del Real e Pacanini non erano altro che terroristi sovversivi, nemici della patria e della bandiera albiceleste, elementi da eliminare. dopo essere stati catturati, detenuti illegalmente nella base navale "Almirante Zar" e torturati, sono stati fucilati per ordine dei due assassini che finalmente, per volere del giudice Sastre, dovranno scontare la loro pena. dei diciannove ragazzi detenuti a Trelew, tre riuscirono a mettersi in salvo ma l'appuntamento con la morte sarà rimandato di tre anni, desaparecidos nella dittatura di Videla.
Il bandoneon di Astor Piazzolla suona in loro memoria

febbraio 03, 2008

RIFLESSIONI IV


Ven....
te invito a que inventemos futuro
no dejes que nos gane este muro,
que hay tanto que puedes hacer
que hay tanto que debes...
que hay tanto que puedes hacer...


Analogias (Negro y Blanco)